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Das Bayerische Burgermilitar
di Paul Ernst Rattelmuller

Il socio Maurizio diiulio recensisce IL LIBRO Ricevuto in omaggio dal socio GIOVANNI GARLASCHI PER LA BIBLIOTECA

< La Milizia Territoriale di Monaco è disciplinata e ha una eccellente condotta>: così lo scrittore tedesco Sebastian Daxenberger sotto lo pseudonimo di Carl Fernau nel suo libretto del 1840 ‘Hundert und Eins’ parla della Milizia Territoriale di Monaco di Baviera.

Di questa, come di tutte le Milizie Territoriali del Regno di Baviera, parla diffusamente il libro che stiamo esaminando che, con pignola e teutonica precisione nonché dovizia di interessanti particolari, ne riferisce la storia che va dal Medio Evo al 1870, ovvero l’anno della Costituzione, in forma federale, dell’Impero di Germania.

Compito della Milizia era la difesa della propria città e della propria regione, ma all’occorrenza poteva venire impiegata anche in attività che, con linguaggio contemporaneo, si definirebbero ‘antisommossa’, come nel caso delle rivolte contadine scoppiate in Germania nel 1525 e nel 1562.

Entravano a far parte della Milizia tutti gli uomini validi soggetti al servizio militare. Il primo modello generale valido in tutte le Milizie Territoriali è stato presentato da Massimiliano I di Baviera il 24 febbraio 1595 e a questo si ispireranno poi tutti i modelli successivi. Il libro continua quindi parlando, sempre con molta precisione, delle Milizie delle singole provincie bavaresi, accennando anche alla consistenza e ai regolamenti sull’uso dell’uniforme; a conclusione dell’opera (pagg da 51 a 55) viene presentata anche la dislocazione delle Milizie, suddivisa per circondari e per singole località, nell’anno 1803, quando anche i Lander del Voralberg e del Tirolo, appartenevano al Regno di Baviera.

Completano il testo dodici belle litografie a colori – fuori testo – di Dietrich Monten che rappresentano le uniformi di alcuni reparti delle Milizie descritte nella trattazione.

Si tratta, dunque, di un libro interessante e completo, che vivamente raccomandiamo a tutti i cultori di storia militare, dunque anche a noi soci IMMS; unico suo ‘limite’ è che, al presente, esiste soltanto una edizione in lingua tedesca, per cui ci auguriamo che, presto, possiamo godere di una traduzione in lingua italiana, così da poter essere compreso e apprezzato da tutti quegli italiani che si interessano dell’argomento.