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LA FANFARA NON SUONA PIU'
di ANGELA CALVINI

Per gentile concessione del quotidiano AVVENIRE di martedì 13 luglio riportiamo, qui di seguito,
un' inchiesta di ANGELA CALVINI che si domanda: sono a rischio un po’ in tutta Italia le bande militari:
gli esperti lanciano un grido d’allarme. Colpa della fine della leva?

L A  F A N F A R A  N O N  S U O N A  P I U’

E’ un fenomeno che accade in tutta Europa ed è dovuto ai tagli dei finanziamenti. In Francia si stanno perdendo i ‘Clarons’. Reperire musicisti non è così semplice oggi; bisognerebbe indire un concorso soltanto per loro.

"Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio\ dei primi fanti il 24 maggio". Ma ora che di fanti di leva non ce ne sono più, chi terrà alta la bandiera delle tante fanfare e bande militari sparse per l’Italia ? Viene da chiederselo proprio al termine del 13mo Festival internazionale delle Bande Militari che si è appena concluso a Modena. Con il ridimensionamento delle Forze Armate e la sospensione della leva obbligatoria già molte brigate sono state chiuse con i relativi gruppi musicali: solo negli ultimi due anni, tra le più prestigiose, sono state soppresse la Fanfara dei Bersaglieri della Brigata Lamarmora di Civitavecchia, la Fanfara della Marina imbarcata sulla Vittorio Veneto, la Fanfara della Brigata Alpina Tridentina, la Fanfara dei Carabinieri di Torino. D’accordo, le bande principali di Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza (costituite da 102 elementi ciascuna provenienti dai Conservatori) sono in realtà ancora solide. Ma non rischieremo, invece, di non vedere più, un giorno, le corse, a suon di tromba, dei bersaglieri nelle nostre piazze o di non ascoltare più i cori degli alpini?

"La tendenza a ridimensionare le bande militari è ormai avviata in tutta Europa – spiega Daniele Carnevali, docente di strumentazione per bande al Conservatorio di Trento – E’ una questione di tagli dei finanziamenti. Così in Francia si stanno perdendo i tradizionali ‘clarons’ (tamburi) e, in Olanda, la Banda della Corona della Regina, una delle migliori in Europa, si è ridotta da 70 a 40 elementi. E, rispetto ai tempi lontani in cui ogni brigata aveva una fanfara, le cose sono molto cambiate anche in Italia" Anche i famosi scozzesi sono ridotti ai minimi termini – aggiunge Renato Krug, fondatore della sezione italiana della Società Internazionale di Musica Militare IMMS – Dal punto di vista musicale la dismissione di alcune realtà minori in Italia può essere un bene: piuttosto è meglio puntare su repertori di qualità e innovazione come fa la Banda dell’Esercito.
C’è da sottolineare però il fenomeno dei reduci: sono decine, in tutta Italia, le fanfare, specie di ex bersaglieri, impegnate a salvaguardare la tradizione."

Attualmente (oltre agli ensemble centrali) la marina conta tre fanfare, l’Aeronautica due, i Carabinieri cinque, l’Esercito almeno una decina, ma la situazione è più complessa e fluttuante. Tutti questi ensemble sono quasi completamente formati da volontari in ferma breve (tre anni) o annuale e l’evoluzione futura sarà di utilizzare personale di truppa in servizio permanente.
Gli Stati maggiori dei vari corpi sostengono che la sospensione della leva non peserà sul futuro della musica militare.
Anche se i volontari, viene più volte ribadito, sono prima di tutto dei militari "operativi" e poi anche dei musicisti.
Comunque le difficoltà non mancano.

"Certo che quando c’era la leva il reperimento dei musicisti era un po’ più facile" ammette il maresciallo capo Gaetano Spadaro, direttore dell’affermata Fanfara del XII Reggimento Bersaglieri, di stanza a Trapani (una trentina di volontari) e, per 18 anni, alla fanfara della Brigata Garibaldi. "Vent’anni fa le fanfare dei bersaglieri erano dieci, ora sono quattro – spiega - E sempre allora, solo in Friuli dove lavoravo, le bande e fanfare dei vari corpi erano quattro o cinque. Credo che ora la situazione si sia stabilizzata. Anche perché noi siamo ambasciatori dell’Italia nel mondo. La nostra fanfara ha partecipato all’ultimo (2003) ‘Columbus Day’ a New York, mentre con la Garibaldi, a Serajevo, spesso abbiamo suonato nelle scuole." La funzione sociale delle bande militari viene ribadita anche dal colonnello Massimo Meinero, responsabile della storica Banda dei Granatieri di Sardegna (reggimento fondato nel 1659) di stanza a Roma: "Le bande militari sono amate perché aggregano la gente – spiega -. Noi poi suoniamo spesso anche per i bambini handicappati. Ma abbiamo subito un notevole ridimensionamento : da tre reggimenti siamo passati a uno e la banda da 50 elementi a trenta. E poi reperire musicisti qualificati non è così semplice: bisognerebbe indire un concorso per volontari in ferma breve solo per le fanfare.". Diversa l’idea del colonnello GianFranco Spagnolo, a capo della fanfara della Brigata Alpina Julia (Udine):" Prima, con la leva, ogni anno cambiavi elementi, ora, con i volontari in ferma breve, e i sottufficiali, la banda può maturare dal punta di vista tecnico." Una parola a favore dei colleghi <minori> la spende il colonnello Massimo Martinelli, direttore della banda musicale dell’Arma dei Carabinieri (che il 19 luglio ha suonato insieme a Polizia e Guardia di Finanza in Piazza Sant’Ignazio a Roma per l’84mo compleanno del Papa):" Sopprimere le fanfare è un errore perché portando anche nei piccoli centri inni, marce e musica classica contribuiscono alla memoria storica del nostro Paese".