
LA LETTERA DEL M°
TAMANINI
Egregio Direttore de "I Fiati",
intanto complimenti per il modo professionale con cui viene trattato l"universo
dei fiati" dalla vostra Rivista: sono un abbonato che legge sempre con interesse gli
articoli che, bisogna ammetterlo, accontentano un po tutti gli appassionati di
questo "mondo".
Mi ha colpito larticolo dedicato al nuovo Direttore della Banda dei Carabinieri, il
M° Massimo Martinelli, e devo confessare che alcune scelte culturali dichiarate dallo
stesso intervistato mi hanno lasciato decisamente perplesso. "Laggiornamento
dellorganico vesselliano": è una contraddizione poiché un repertorio può
essere aggiornato, ma un organico per banda è o non è la moderna symphonic band: si
tratta di equilibri diversi e nuovi delle sezioni, di "sound" diverso, di dare
più peso a certe timbriche anziché ad altre: lo stesso numero degli esecutori è diverso
da quello dellorganico vesselliano della banda ministeriale, o meglio, potrebbe
anche essere simile, ma, ripeto, con equilibri delle sezioni completamente diversi.
"Le radici di un organico vesselliano altrettanto valido": il M° Martinelli
deve andare a vedere come nei Conservatori italiani si insegna la strumentazione per
banda, su quali organici gli allievi di questa materia praticano le loro esperienze
compositive: lorganico vesselliano a mio parere, nella prospettiva della banda
moderna, di valido attualmente ha soltanto un retaggio di carattere storico, nel senso che
è giusto sapere che esso è esistito e che è stato importante per un certo periodo della
storia della banda musicale italiana, ma non certo per essere imitato soprattutto dalle
"modernissime orchestre di fiati" come il M° Martinelli chiama le attuali bande
italiane.
Tale repertorio vesselliano, la giusta diffusione, a differenza di quanto pensa il M°
Martinelli, la ha avuta eccome: io stesso sono nato come direttore e compositore di musica
per banda con lorganico vesselliano: la prova finale di direzione con la quale ho
vinto nel lontano 1989 il posto di Direttore della Banda della Polizia di Stato, lho
sostenuta proprio con la gloriosa Banda dei Carabinieri, con un brano di "vesselliana
memoria", "Morte e trasfigurazione di Staruss": meno male però che ormai i
compositori italiani scrivono per banda con lorganico della symphonic band (almeno
quelli le cui opere vengono stampate dalle Case editrici musicali del Nord Italia).
Più che una "riscoperta" degli autori citati dal m° Martinelli, ai quali
nessuno pensa lontanamente di togliere i giusti meriti ed il giusto valore che loro è
dovuto, sarebbe auspicabile la "scoperta" di nuovi interessantissimi autori
italiani ed esteri che scrivono per banda cose interessantissime e di enorme valore: basta
con questa pseudo celebrazione del passato come se tutto il buono della banda
contemporanea potesse venire soltanto dal passato.
Le "riduzioni" dellorganico vesselliano? secondo il mio parere è una
operazione culturale antistorica: la bellezza delle strumentazioni del Vessella consiste
proprio nella sua originale "vastità" di pensiero e di suono: ridurre tali
proporzioni, con la scusante di una pretestuosa "modernizzazione" sarebbe come
cercare di "modernizzare" la bellezza della Gioconda di Leonardo vestendola di
blue jeans e con un orecchino al naso !
Quello che preoccupa è che queste idee, decisamente inaccettabili dal mio modesto punto
di vista, non escono dal primo venuto, ma da un fior fiore di musicista come è il
Direttore della Banda dei Carabinieri: se in buon giorno si vede dal
mattino
..e poi non ci venga a dire, il M° Martinelli, "che il
mondo bandistico si sta evolvendo rapidamente e sarebbe impensabile immaginare le bande
istituzionali sotto una campana di vetro che le escluda dai cambiamenti in
corso
.": se i cambiamenti saranno questi, per le nostre gloriose bande
ministeriali, è meglio, forse, che esse restino quelle di sempre, almeno in questo modo
rappresenterebbero anche se soltanto, comunque egregiamente, la "storia" delle
bande italiane.
Distintamente,
Marco Tamanini
docente di musica di insieme per fiati al Conservatorio "G.Verdi" di Milano
già Direttore della Banda della Polizia di Stato