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DOMANDE E PROPOSTE
A PROPOSITO DI MODENA E MONZA
di GIORGIO ZANOLINI

Il Festival di Modena si conferma un appuntamento da non lasciarsi scappare.
Una bellissima occasione per poter assistere alle esibizioni di gruppi provenienti da varie esperienze e culture internazionali.

Anche quest’anno, però, non abbiamo potuto non notare le differenze esistenti tra le compagini italiane e quelle straniere.

La Banda dell’Esercito Italiano suona bene e non c’è niente da dire. E’ un gruppo stabile formato da professionisti.

La Fanfara della Brigata Alpina Taurinense e la Musica di Ordinanza del 1^ Rgt Granatieri di Sardegna non sono sullo stesso livello qualitativo della Banda diretta dal Maestro Creux, ma hanno almeno la scusante di essere formati da militari di leva, quindi con un organico variabile di anno in anno, a seconda di ciò che passa il convento.

Comunque, sia sotto l’aspetto musicale, sia sotto l’aspetto delle evoluzioni da parata, queste due bande si sono rivelate migliori di quelle presenti lo scorso anno.

Per quanto riguarda infine la divisa, bella quella dei Granatieri mentre gli Alpini meriterebbero qualcosa di più.

Ma di tutt’altro spessore sono state le esibizioni dei gruppi stranieri. Anche in questo caso mi ripeto ma, come lo scorso anno, tutti suonavano meglio dei nostri, Banda dell’Esercito a parte.

Molto simpatici i componenti dell’Orchestra militare della Regione ovest (Ucraina) accompagnati anche quest’anno da un corpo di ballo.

Non trascinanti, ingessati in divise visibilmente pesanti, i musicisti dell’Orchestra della Guarnigione del Distretto di Cracovia (Polonia).

L’Orchestra della Guarnigione di Olomuc (Rep.Ceca), pur con divise un po’ misere, ha sicuramente ben figurato musicalmente.

Un discorso a parte merita la Banda delle Guardie Scozzesi. Esecuzioni musicali molto curate, tanto da sembrare un’Orchestra che suona da fermo, ma accompagnate, invece, da coreografie veramente notevoli. Sicuramente due o tre scalini sopra gli altri gruppi.

Abbandono un attimo gli argomenti trattati per una, solo apparente, divagazione.

La settimana iniziata a Modena si è conclusa a Monza, in occasione del Primo Campionato Italiano delle Bande da Parata.

Bellissimo lo spettacolo offerto: anche questo è un appuntamento che, siamo sicuri, diventerà un classico. Abbiamo assistito alle sole prove delle categorie ‘Stop&Play’ e ‘Free Style’che hanno visto la presenza di dieci gruppi ‘civili’.

Che dire? E’ stupefacente il miglioramento dei gruppi presenti, da un anno all’altro, a testimonianza del lavoro serio che, anche in Italia, qualcuno ha intrapreso e che inizia a dare buoni risultati.

Addirittura le bande civili marciano meglio di quelle militari ! Lasciamo stare, poi, il discorso delle evoluzioni da parata: non esiste sicuramente paragone. E anche il livello musicale è diverso …

Quindi ecco alcune domande che si affacciano nella mia mente.

Come mai dei gruppi civili, in Italia, riescono a fare ciò che, all’estero, fanno le Marching Band civili e le Bande Militari ? La risposta, può apparire ovvia, ma nel nostro Paese non è così: i Direttori si sono formati con appositi corsi. Purtroppo, invece, qui da noi si continua ad improvvisare, con molta buona volontà, per carità, ma senza le competenze necessarie. E lo stesso discorso vale per i mazzieri. Tale figura deve essere formata e non improvvisata, pena l’insicurezza di chi dovrebbe guidare l’intera Banda.

Perché questi risultati non si colgono nelle Bande Militari Italiane? Anche in questo caso la risposta mi sembra ovvia: i Direttori dei gruppi militari dovrebbero formarsi seriamente, così come hanno fatto i Direttori civili, attingendo alle esperienze estere là dove esiste una ricca e seria tradizione. E se non si vuole fare riferimento all’estero, basta coinvolgere i Direttori italiani che tale percorso formativo l’hanno già intrapreso. C’è sempre qualcosa di nuovo da imparare. Lo stesso discorso vale per i mazzieri: vedere queste figure che continuano a voltarsi per sapere se e cosa fare, è indice di improvvisazione e poco lavoro.

Perché lo Stato Maggiore della Difesa non si affida ad esperti, anche civili, per rimettere ordine al mondo delle Bande Militari Italiane ?

Certo, immagino, che abbiano cose più importanti a cui pensare, eppure le Bande Militari sono il biglietto da visita delle Forze Armate. Presenti in varie cerimonie, festivals, manifestazioni, sono a contatto con la popolazione tutta. E, allora, perché non giocare la carta di una riorganizzazione seria che sappia valorizzare questo aspetto ?

Una proposta, che mi sembra abbastanza ragionevole, tenuto conto anche della riforma dell’Esercito con l’abolizione della leva, potrebbe essere quella di ‘caratterizzare’ le grandi Bande.

Mi spiego meglio.

Che senso ha avere Bande ‘fotocopia’ una dell’altra? Tenendo conto che noi abbiamo una esperienza storica diversa dagli altri Stati (parlo della riforma di Vessella) ma tenendo pure conto dell’evoluzione mondiale della Banda, che ha portato alla formazione da ‘Concert Band’ o ‘Symphonic Band’, penso che sarebbe molto logico che la Banda ‘A’ e ‘B’ (uso le lettere per non creare malumori) restassero ciò che Vessella definisce ‘Grande Banda’ così da difendere questa nostra tradizione, rispettando, alla lettera, sia l’organico che il repertorio. Le bande ‘C’ e ’D’ dovrebbero trasformarsi, invece, in moderne ‘Symphonic Band’ adattando, di conseguenza, sia l’organico che il repertorio. Le restanti ‘E’ e ‘F’ potrebbero tranquillamente trasformarsi in ‘Marching Band’ sull’esempio di quanto è già realtà all’estero.

Naturalmente ho semplificato al massimo, per rendere chiaro tale esempio: se poi servano più ‘Symphonic Band’ o ‘Marching Band’, questo lo dovrebbe stabilire uno studio serio ed approfondito di esperti del settore.

Una cosa è certa, le Bande con organico vesselliano che affrontano un repertorio moderno sono molto ‘pesanti’: si capisce subito che stanno tentando di indossare un abito che non è stato cucito per loro.

Gli eventuali esuberi si potrebbero utilizzare per dare stabilità alle Bande Reggimentali, sempre sull’orlo della sopravvivenza in periodo normale e a maggior rischio con la futura abolizione della leva.
Infatti, queste Bande hanno molta importanza, essendo legate ad una realtà ben definita che riescono a rappresentare in modo eclatante: basti pensare, ad esemio, alle Fanfare dei Bersaglieri.

Sarebbero, quindi, dei piccoli gioielli da salvaguardare ed aiutare, anche con l’istituzione di appositi corsi di formazione per Direttori ecc.

Tutto ciò è perfettamente in linea con quanto ho scritto poc’anzi circa la Banda delle Guardie Scozzesi: questo gruppo è una Banda da Reggimento, ma si esibisce ad altissimi livelli.

So di avere gettato dei sassolini nello stagno, ma spero che queste mie parole possano contribuire a migliorare la realtà della musica militare italiana, che merita di essere rivalutata e salvaguardata.