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MODENA TATTOO
10-15 Luglio 2006

contributo del Maestro CLAUDIO RE
Doctoral conducting Associate University of Florida Bands (USA)

Il Chairman IMMS ha promosso anche quest’anno l’iniziativa del Festival delle Bande Militari di Modena. Il pregio della manifestazione risiede, in buona parte, nel fatto che le serate modenesi mescolano ottima cultura con intrattenimenti di alto livello.

I concerti all’interno dell’Accademia Militare danno la connotazione culturale, mentre gli spettacoli all’esterno, con la componente visuale, offrono un tipo di intrattenimento che non siamo soliti vedere in Italia.

Prima di sottolineare i punti salienti delle esibizioni degli ospiti stranieri è doveroso spendere qualche parola sulla rappresentanza italiana.

La Banda dell’Esercito ha offerto un concerto basato sul repertorio tradizionale operistico.
Discutibile forse l’idea di suonare Mozart con una grossa banda. Lo stile richiesto, per questo autore, è infatti particolarmente delicato e sofisticato. La banda diretta da Creux ha saputo comunque bene adattarsi e vincere degnamente anche questa sfida.

I Bersaglieri del Settimo Reggimento di Bari si sono presentati con una tradizionale esibizione ‘di corsa’. Lo stile bersaglieresco è sempre apprezzato per la sua unicità e per l’energia che porta, ma perde forse il suo impatto, perchè poco vario, in una esibizione prolungata.

Ottimo il gruppo della Scuola Trasporti e Materiali di Roma che, nonostante l’esiguità dell’organico, ha dimostrato di essere composto da validi musicisti.

La Banda della Brigata Artiglieria Contraerei di Padova ha fatto un apprezzabile lavoro dimostrando di operare seriamente sia sull’aspetto visuale che sulla preparazione artistica dei musicisti.

Per ciò che riguarda invece la rappresentanza straniera è degna di nota l’esibizione degli Scozzesi (Banda del Reggimento Reale Scozzese). Il gruppo si è infatti dimostrato compatto, mantenendo una interessante qualità del suono in tutte le escursioni dinamiche. Il timbro intenso e compatto degli ottoni, il suono particolare delle percussioni si è talvolta mescolato con il suono delle cornamuse, portandoci alla mente immegini che quasi appartengono alla fantasia. Il gruppo ha sfilato con impeccabile orgoglio britannico, riflettendo, nello stile della marcia, la solennità della musica.

Ottima quindi la preparazione anche sotto l’aspetto visuale, complici forse le favolose uniformi.
In particolare desideriamo sottolineare un accessorio dell’uniforme del percussionista alla Gran Cassa. Il musicista ha sfilato coperto da una pelle di tigre. Questo elemento viene dalla tradizione della musica turca. Nell’Europa del XIX secolo, la ricerca dell’esotico ha avuto una rilevante influenza sui tanti aspetti culturali. Basti pensare all’opera (L’Italiana in Algeri, Il ratto del Serraglio, …), alla letteratura (Le Mille e una Notte), solamente per menzionare i più rilevanti. Per soddisfare questa ricerca dell’esotico, uomini di colore erano portati in Europa per essere posti dinnanzi alle bande a suonare le percussioni, vestiti con i loro costumi fantasiosi e colorati. La pelle di tigre appena menzionata è retaggio di questa tradizione.

Interessante l’esibizione del Corpo dei Trombettieri della Banda Reale delle Guide Belghe.
In particolare un momento dell’esibizione è risultato particolarmente affascinante.
Una tromba solista sul balcone, sovrastante l’ingresso dell’Accademia, ci ha riportato la tradizione degli Stadtpfeifers. Siamo nel 1600 e le Amministrazioni Muinicipali pagano i musicisti per avere musica dalla torre civica. Questo avviene principalmente in Germania, ma non solo. La così detta Turnmusik era suonata a determinate ore del giorno o, spesso, anche per brevi intrattenimenti, alla domenica o quando il sole calava e la giornata volgeva al termine.
Il solista Belga ha suonato quindi dal balcone ; suggestivo il riecheggiare degli squilli nella piazza silenziosa e la risposta del gruppo di trombe al centro della piazza.

Come tutti gli anni una ottima manifestazione. L’Italia è sempre meglio rappresentata, segno che anche le realtà bandistiche più periferiche sono attente alla scena internazionale da cui prendono spunti e idee. La selezione delle bande straniere è sempre operata con cura, portandoci a casa la possibilità di vedere come la tradizione bandistica si è evoluta differentemente nei diversi Paesi Europei.