
RIFLESSIONI
di Giorgio Zanolini
Prima considerazione: IL SUONO.
Tra le nostre due bande presenti e quelle estere cera un abisso. Intonazione,
pulizia del suono, ritmica, espressione: questi elementi caratterizzanti larte
musicale, evidentemente sconosciuti sul nostro suolo nazionale, sono di casa
allestero. Persino la Banda dellAeronautica del Marocco ci ha letteralmente
stracciato per qualità musicale. La cosa fa pensare, dato che teoricamente il Marocco
dovrebbe essere uno Stato meno "sviluppato" del nostro... Facciamo finta che per
le altre Bande presenti sia normale esprimersi ad un alto livello (Ucraina, Austria,
Germania), ma comunque sia, abbiamo fatto, sotto questo aspetto, una pessima figura.
Seconda considerazione: LA DIREZIONE.
Mentre tutti i direttori delle bande estere possedevano una Tecnica della Direzione
corretta e comprensibile (sicuramente il migliore è stato il direttore tedesco), i nostri
mostravano lacune paurose. Non me ne vogliano se leggeranno queste righe, ma capisco che
non sia colpa loro se non possiedono tali basi: in Italia si pensa ancora che per dirigere
servano le parole ed il cuore, mentre invece sono tutte (mi si passi lespressione)
emerite balle.
Nei nostri Conservatori si confonde la Tecnica con la teoria musicale: morale, i nostri
"grandi" direttori si sono specializzati tutti allestero, mentre da noi si
continua a non insegnare quanto si dovrebbe. Questo problema è comune anche nelle Bande
"civili", ove ci si improvvisa direttori avendo in mano il classico "pezzo
di carta" (quando cè) e non le necessarie conoscenze tecniche.
Lodevoli sono le iniziative di alcune Associazioni Bandistiche nellorganizzare Corsi
per Direzione seri (uno su tutti il Corso di Cremona), che trattino argomenti sconosciuti
quali la Tecnica della Direzione, la Letteratura Bandistica e la sua Storia, le esperienze
estere, oltre alle classiche materie di teoria musicale ... ma sono solo, appunto,
lodevoli eccezioni di iniziativa privata.
E la dimostrazione di come la Tecnica sia sottovalutata nel nostro Paese, per non dire addirittura sconosciuta, si è avuta anche durante il "concertone" finale di tutti i gruppi assieme. Mentre i nostri due Direttori (non me ne vogliano) facevano i metronomi, gli altri Direttori dirigevano, dando espressività, attacchi... Molte occhiate e particolare attenzione era rivolta ai componenti delle nostre due bande, i quali, evidentemente non abituati a "guardare" il Direttore, hanno suonato come solisti ma non come componenti di un gruppo. E ciò non è bello.
Terza considerazione: IL REPERTORIO.
Mentre i gruppi stranieri hanno inserito anche brani caratteristici del proprio
Paese nel programma eseguito, i nostri, oltre alle classiche marce militari italiane
(alcune delle quali irriconoscibili), hanno pensato bene, dato che il nostro Paese è
"povero" di cultura musicale, di eseguire pezzi quali "Whe are the
champions" e il "Mambo n. 5". Per carità, in un programma ci possono stare
anche questi, però assieme ad altri "nostri".
I Marocchini hanno eseguito alcuni loro brani caratteristici, così come i Tedeschi, gli
Austriaci hanno eseguito solo marce della loro tradizione, gli Ucraini hanno inserito
addirittura ballerini per danzare sulle loro melodie... gli Italiani niente di tutto
questo.
Quarta considerazione: LE EVOLUZIONI.
Non mi dilungo più di tanto: le compagini estere hanno fatto cose
"stellari", i nostri, salvo conversioni interne, esterne e qualche cerchio o
quadrato, niente.
La diversità è data sicuramente dallinesistenza di una cultura da parata nel
nostro Paese, mentre allestero, invece, questo aspetto viene curato molto, abbinato,
naturalmente, alla qualità del suono.
Quinta considerazione: LORGANICO.
Era chiara la differenza tra gli organici dei gruppi italiani e quelli stranieri.
Forse ciò è dettato dal fatto che, mentre le compagini estere sono fisse, le due
italiane, non Bande di rappresentanza, ufficiali, ma di reggimento, sono composte
soprattutto da militari di leva. Di conseguenza, un Direttore si trova, di anno in anno,
un organico diverso a seconda di ciò che "passa il convento" delle nuove
reclute.
Da qui una domanda: ma perché non prevedere, allora, gruppi che si specializzino nelle
evoluzioni da parata ?
A cosa serve avere molte Bande ufficiali (Esercito, Marina, Aeronautica, Polizia,
Carabinieri, Guardia di Finanza ecc.) che sono fotocopie una dellaltra per organico
(quello classico, il Vesselliano), mastodontiche per numero di componenti e che fanno solo
concerti e parate senza evoluzioni particolari ? Non varrebbe la pena differenziare le
loro caratteristiche ?
Avendo avuto la fortuna di assistere anche a più edizioni del "Military Tattoo"
di Edimburgo, tale domanda diventa ancor più stridente: a parte che sono molti anni che
un nostro gruppo non partecipa più (e forse è meglio, visto il livello), in Scozia ho
visto e sentito Bande militari che hanno fatto fare unottima figura ai relativi
Paesi di appartenenza.
Qui il ragionamento si aggancia allarticolo del M° Tamanini sopra citato.
Rispondendo al Direttore della Banda dei Carabinieri, egli critica gli
"aggiustamenti" proposti per adeguare la composizione vesselliana in una più
vicina alle nuove realtà.
Debbo dire che sono completamente daccordo col M° Tamanini: la Banda vesselliana ha
fatto il suo tempo, ma o ci si trasforma in Symphonic Band adeguando lorganico di
conseguenza, oppure è meglio che si mantenga la forma vesselliana. Almeno, in questo
caso, si compie unoperazione culturale e storica.
La domanda che nasce spontanea, però, è unaltra: a cosa servono sei-sette Bande
praticamente uguali, che fanno lo stesso tipo di operazione ? Non sarebbe meglio
differenziarle ?
Allora sì che potremmo avere gruppi che partecipano a Festival militari in giro per il
mondo, strutturati in modo di rappresentarci degnamente.
Non serve a niente autoincensarsi: bisogna avere il coraggio di riconoscere i propri
limiti e rimettersi in gioco, per imparare le competenze che non si possiedono.
Non cè niente di male a riconoscere i propri limiti !
Se per migliorarci serviranno insegnanti stranieri, che si faccia anche questa scelta,
fermo restando che alcuni italiani che si sono formati allestero ci sono già.
E sperare che tale rinnovamento, che deve passare obbligatoriamente attraverso una
qualificazione seria di tutte le figure componenti il gruppo musicale, dal Direttore ai
musicisti, serva anchesso a smuovere le cose e sbloccare la situazione italiana, al
palo ormai da decenni. Anche nel settore delle Bande civili, il quale, salvo lodevoli
eccezioni, ci pone tra gli ultimi posti in Europa e al mondo.
Spero che nessuno si senta offeso dalle mie parole: non era mia intenzione farlo. Però i problemi si devono affrontare. Oppure far finta che non esistano. Alla coscienza di ognuno la risposta.