Logoimms.gif (9688 byte)

CONCERTO DELLA BANDA
DELL'ESERCITO ITALIANO
AL TEATRO SAN FELICE DI GENOVA
6
Novembre 2006

a cura di Renato Krug

La stagione 2006\07 di GOG (Giovine Orchestra Genovese) ha inserito, quest’anno, nel calendario degli spettacoli una Orchestra Sinfonica a Fiati. Quella che, con terminologia abituale, viene chiamata la Banda dell’ Esercito oggi, dopo questa ennesima prova di alta classe, può entrare di diritto nel novero di quelle Wind Symphonic Band che in USA e in Inghilterra costituiscono un sicuro punto di riferimento per gli appassionati della musica seria. La sola verifica del repertorio ci induce a pensare che, se l’organico non è all’altezza, non si può pensare di affrontare la ‘Grande symphonie funèbre et triomphale’ di Berlioz a cuor leggero. Un brano che copre tutta la prima parte del concerto nella sua suddivisione in tre parti (Marcia funebre, Orazione funebre e Apoteosi) adattata all’organico moderno da quel grande e saggio vecchio uomo di Orchestre d’Harmonie che risponde al nome di Desiré Dondeyne. Non da meno la seconda parte della serata ha offerto un fior da fiore classico bandistico come uno dei tre lavori specifici concepiti per banda militare da Vaughan Williams quale ‘Toccata Marziale’ (gli altri sono ‘English Folk Song suite’ e ‘ Sea Songs’). Il gioiellino ‘Irish tune from County Derry’ di Aldridge Grainger, composta quando l’autore faceva parte dell’organico di una banda americana, è un brano che divenne popolare quando fu utilizzato nel noto ‘Valzer delle Candele’ e qui la banda si è superata nel riproporre certe delicatezze a fronte di un organico di quasi novanta elementi. Altra escursione nell’America del Ventesimo secolo con ‘Fanfare for the Common man’ evocante le lotte e i conflitti che il mondo viveva nel momento in cui Aaron Copland compose il pezzo : siamo nel 1942 ! Ma torniamo alla gioiosità con un compositore russo di preparazione universale : Sergei Prokofiev con la sua ‘Marcia op. 99’ resa fruibile dall’organico bandistico grazie all’adattamento di Paolo Millesi e famosa (Sergei, ti chiedo perdono ….) grazie ad un innocente vasetto di joghurt.

E l’Italia ? Dove stanno, in una serata di questa caratura, gli autori Italiani ? Fulvio Creux ha una sua filosofia di grande rispetto per la letteratura musicale italiana per banda (quella che Probst, in un commento che seguirà, chiamerà ‘drammaturgia musicale’). Ottorino Respighi non è un nome nuovo tra gli addetti ai lavori bandistici. ‘Feste Romane’, ‘I Pini di Roma’, ‘Le Fontane di Roma’ e, perfino, le ‘Vetrate delle Chiese di Roma’ sono state trascritte per organico di fiati e percussioni. La banda dell’Esercito ci ha offerto, a chiusura di una serata dall’aggettivo molto responsabile seppur, con merito, più volte ripetuto, ‘Huntingtower’ (Padiglione di caccia) nell’adattamento per organico moderno di Franco Cesarini : sono echi di battute venatorie che l’autore descrive davanti a questa costruzione abbandonata. Ricordi di passate glorie che partono, nostalgicamente, poi si ravvivano, grazie ai corni e alle trombe, si spengono nella crepuscolare atmosfera iniziale. L’opera venne commissionata a Respighi per ricordare la morte di John Philip Sousa avvenuta nel 1932. Un paesaggio molto inglese reso vivido e realistico dall’attenzione musicale degli strumentisti di questa Banda Militare Italiana e dal suo attento conduttore. Quattro bis chiudono la grande serata di musica per fiati : Van der Roost (‘Canterbury choral’), Novaro (la grande polka ‘Roma e Venezia’), Puccini (‘Nesun dorma’ da Tosca) e il ‘Canto degli Italiani’ di Mameli e Novaro. Siamo arrivati in porto, possiamo disvelare l’aggettivo più volte rimasto tra le righe : eccezionali !!

p.s. : nel pomeriggio che ha preceduto il concerto, il Dr. Michele D’Andrea, responsabile del Servizio Rapporti con i Cittadini della Presidenza della Repubblica, ha tenuto, una conferenza sul tema dell’Inno di Mameli. Una precisa, informata e anedottica carrellata sul nostro inno e sugli inni delle nazioni a noi più vicine (Olanda, Inghilterra, Francia e Germania).

per gentile concessione del quotidiano di Genova, IL SECOLO XIX riportiamo il contributo di W EDWIN ROSASCO

LA BANDA DELL’ESERCITO CONQUISTA LA GOG

Una prima parte dedicata a una grande composizione per banda di Hector Berlioz ; una seconda distribuita su cinque compositori del Novecento : Ralph Vaughan Williams, Percy Grainger,
Aaron Copland, Sergei Prokofiev, Ottorino Respighi. Il concerto della Banda dell’Esercito,
diretta da Fulvio Creux, al Carlo Felice, ospiti della Gog, ha mostrato come la letteratura per banda possa offrire spunti di conoscenza e riflessione musicale di tutt’altro che secondaria importanza.

Decisamente rara, quindi preziosa, l’opportunità di ascoltare la ‘Symphonie funèbre et triomphale’
di Berlioz, del 1840, scritta in occasione della traslazione dei resti delle vittime della rivoluzione
del luglio 1830, in cui le connotazioni, quasi inevitabilmente retoriche, vengono trasformate
da una veste musicale le cui complicanze gettano, a volte, sulla partitura, una luce stranamente
poco trionfalistica.
Nella seconda parte la ‘Fanfare for the Common Man’ di Copland, per ottoni e percussioni, rappresenta l’aspirazione a una nuova sensibilità ‘democratica’ e ‘americana’, qui musicalmente espressa da Copland con potente, essenziale concisione.
Ma anche nella ‘Toccata marziale’ di Vaughan Williams o nell’’Irish Tune’ di Grainger il senso
di un’appartenenza culturale si riflette in personali esiti musicali, già, per se, originali nella
‘marcia op 99’ di Prokofiev e forse meno evidenti nella ballata per banda ‘Huntingtower’ di Respighi.
Vivaci e puntuali le esecuzioni dei valenti musicisti in divisa diretti da Creux, calorosamente applauditi dal pubblico, numeroso : ben tre i bis concessi, coronati, su esplicita richiesta della platea,
dall’’Inno di Mameli’ cui ha voluto unirsi, cantando, buona parte dei presenti.