
IMPUGNANDO IL
PENTAGRAMMA
Per gentile concessione del
periodico "DIANA ARMI" e dell'autore dell'articolo ,riceviamo e riportiamo,
grazie alla collaborazione del socio Raimondo Torelli, la seguente testimonianza che
coinvolge singolarmente la musica militare
di CESARE CALAMANDREI
Molti oggetti hanno spesso avuto, in passato e in qualche caso ancora oggi forma di arma senza averne le funzioni (pistole pipa, pistole accendino, fucili paralume) Ne abbiamo mostrati alcuni questi anni ma questo forse è uno dei più interessanti. Il panorama delle armi bianche lunghe da mano (leggi spade e sciabole) e degli oggetti loro attinenti o da loro derivati è assai ampio e variegato. A parte le tipologie regolamentari e limmensa varietà della produzione civile delle armi vere e proprie, ci è capitato di vedere fornimenti di armi sia ricchi, sia di semplice ordinanza, montati su basi e muniti, al posto della lama, di un bicchiere metallico per trasformarli in candelieri, ne abbiamo visti disposti lungo un supporto ligneo orizzontale o unasta metallica verticale a far da appendiabiti, ne abbiamo visti ridotti a fermacarte, a maniglia da porta. Abbiamo visto spade di ghisa e dottone da decorazione, briquet trasformati in taglia pane o in taglia fieno e così via. Ma, pur essendo a conoscenza della loro esistenza e pur avendone qualche brutta immagine, riferimento a brevetti ecc. non avevamo mai potuto avere per le mani per un periodo sufficientemente lungo uno di quegli attrezzi che ora Vi illustriamo grazie a due gentilissimi lettori (marito e moglie) che ce lo hanno portato da Torino fino in redazione (di DIANA ARMI n.d.r.).Si tratta di un particolarissimo tipo di sciabola che sciabola non è affatto: è infatti un leggio per banda musicale. Portato appeso alla cintura con un solo pendaglio come una normale sciabola: giunti sul luogo dellesibizione, i musicanti (o più probabilmente solo il Maestro) sfilavano il puntale del fodero che riponevano nella borsa porta spartiti, estraendone quindi un treppiede tenuto fermo dallinterno da un dente-pulsante elastico che serviva sia da blocco che da sblocco. Il fornimento monelsa veniva quindi sfilato rivelando un leggio pieghevole aperto il quale, il fornimento veniva assestato in un apposito incastro della bocchetta del fodero (che reca la matricola 316); il particolare ramo di guardia snodato veniva quindi, se occorreva (esibizione notturna o comunque scarsità di luce), piegato in verticale ad angolo retto ed aprendo una apposita appendice ricurva con molla di contrasto a pinza (simile nella forma ad un grilletto) poteva ospitare una candela. A quel punto bastava estrarre dallapposita borsa portata a tracolla o alla cintura, lo spartito e la bacchetta che, tradizionalmente battuta tre volte sul leggio dal Maestro e quindi alzata, dava il Pronti ai musicanti per il primo brano. Di queste sciabole-leggio conosciamo altri due esemplari dei quali uno in ottone invece che in alpacca e un terzo che ricalca, piuttosto fedelmente, una sciabola modello 1833 per furieri e suonatori di fanteria.
SEMBRA E NON E
Tranne un documento di due righe, incompleto e non databile (ma apparentemente
risalente alla metà-fine dellultimo quarto del XIX secolo riguardante una
..licenza di privativa industriale per un trovato riguardante "una
sciabola-leggio" per musicanti..) non siamo riusciti a trovare altro. Abbiamo
fatto lipotesi che questi leggii siano stati realizzati a livello civile per capi
banda o Maestri di bande comunali o di grosse associazioni e non per interi complessi
musicali per due motivi: il costo sicuramente rilevante di oggetti di questo genere e la
loro relativa fragilità. Il secondo motivo però potrebbe anche essere la causa della
scarsità di questi reperti in quanto la loro struttura complessa e il sottile spessore di
alcune delle parti basilari (treppiede e leggio) doveva certamente pesare sulla lunghezza
della loro vita.
Allultimo minuto, quasi al momento di andare in macchina, secondo una
vecchia espressione sempre valida, soprattutto nel mondo della stampa quotidiana e
periodica, consultando per lennesima volta quel prezioso e introvabile volume edito
dalla Provincia di Milano nel 1991 Labito civile, dove eravamo certi di
avere trovato qualcosa sulla tipologìa di queste sciabole, risfogliando le pagine
allindietro dopo averlo passato tutto, immagine per immagine, riga per riga,
nellarticolo di una pagina, abbiamo trovato ! Abbiamo trovato quello che ci era
passato sotto gli occhi quando ricevemmo la copia dalla Provincia di Milano: dunque non
era stato uno scherzo della nostra mente.
QUALCUNO LHA AVUTA
Nellangolo in basso del foglio originale su cui è dipinto, ad acquarello, lo
schizzo di un musicante con sciabola, abbiamo trovato la scritta, a mano, "Sciabola
leggio Vestito nero filettato in bianco" (che poi, nellacquarello, il
bianco fosse, in realtà, celeste a dire il vero, a questo punto, ci interessava poco).
Leggendo la scheda allegata abbiamo così saputo che il figurino era stato presentato,
come di regola, alla Prefettura di Milano per il "Corpo musicale per le Società
ginnastiche, ciclistiche e nautiche milanesi" dal fondatore del Corpo, Tullio
Redaelli, ed era stato approvato dallautorità militare (gen. Edoardo Testa Foschi)
il 29 agosto 1895. A questo punto si aprono due ipotesi: o il figurino rappresenta il
Maestro e la frase è riferita solo a lui (come ipotizzato più sopra) o la frase si
riferisce allintero Corpo che non sappiamo di quanti elementi fosse composto ma
pensiamo potessero essere tra i venti e i quaranta. Ed allora le sciabole sarebbero state
prodotte non in esemplari isolati (per i soli Maestri) ma in numero relativamente
consistente. Certo la scarsità di questi reperti (piuttosto fragili), va a favore di un
numero limitato. Scommettiamo che appena stampato questo numero della rivista ci
ritornerà per le mani anche un certo testo che siamo certi di avere ma che non siamo
riusciti a ritrovare?
Si, è vero, lo ammettiamo, siamo un po disordinati nellarchiviare le nostre
cose. Ci proviamo sempre ma, probabilmente, non ci riusciremo mai. Comunque Vi abbiamo
detto "allultimo minuto: Proprio lultimo: infatti non possiamo
mostrarVelo perché, chiesta lautorizzazione a riprodurlo, ci siamo trovati davanti
alla solita burocrazia: domanda in carta da bollo e tempi
in chiave.
Al che, Ve lo proponiamo in una nostra versione (non interpretazione) che non è quella
che apre larticolo, ispirata ad una vecchia foto di una Banda di un paese toscano.
Così non ributtiamo in aria tutto larticolo. Altrimenti in stampa ci andremmo
lanno prossimo.
POST SCRIPTUM
Ma cè di più. Ricordavamo di avere, da qualche parte, la tavola del
brevetto (lo accennavamo allinizio) ma avevamo rinunciato a cercarla.. Poi, chiuso
"labito civico", siamo tornati a rovistare tra le fotocopie di brevetti
inviateci negli anni da collaboratori (soprattutto, molti anni fa, da Francesco Denaro) da
amici e lettori, e originali acquistati qua e là per mercatini. E dovera il
brevetto ?Dove doveva essere: in fondo a quella cartella, lultimo, impigliato nella
maglietta metallica che riuniva pagine e tavole del brevetto della sciabola-revolver di
Colombo e in parte appiccicato allultimo foglio di questo dallumidità. E
dunque "(A) attestato di Privativa industriale n. (2521)54 (rila)sciato (il) 22
luglio 1889, su domanda 19 marzo, per anni 1 dal 31 marzo per il trovato di una Sciabol(a)
leggio per musiche militari e civili rilasciato a Contardo Giovanni fu Giuseppe di
Pinerolo risiedente in Torino Corso Vittorio Emanuele n. 44, c\0 Engel" (le parentesi
sono dobbligo perché il foglio è in parte macchiato dallumidità
leggi pioggia attraverso il tetto).
Questo discorso ci ha ricordato qualcosa: uno dei molti elenchi di brevetti (raccolti da
fascicoli e da riviste di vario genere) conservato in un altro faldone accanto a libri
dello stesso argomento. E infatti in quel prezioso volume "Armi Antiche, Brevetti
1855-1890" di Carlo De Vita, edito dalla Casa dAste Czerny (si pronuncia Cerni)
di Sarzana, abbiamo trovato citato lo stesso brevetto (pag.113) e inoltre (pag.118)
"1890, Brevetto n.27199, Attestato 35\285.Attestato di prolungamento del 23 aprile
1890, domanda del 31 marzo, per un anno dal marzo 1890, della Privativa del 22 giugno
1889, R.G. n.25154. R. Attestati vol. 49\499: Sciabola leggio per musiche militari e
civili. Anno 1890 n. 555 p.503 (rilasciato a) Contardo Giovanni fu Giuseppe, Torino Via
Nizza n.71".
Siccome in fondo al volume di DeVita, allinterno della copertina è applicata una
busta di plastica che custodisce un dischetto contenente le tavole dei brevetti, siamo
andati a cercare quella di Contardo e lo abbiamo trovato: è la stessa tavola che
possediamo in fotocopia e che ci aveva mandato molti anni fa Francesco Denaro. O era
Roberto Damilano? Sono passati tanti anni
.
SCHEDA DELLA SCIABOLA LEGGIO
Lunghezza totale senza fodero mm 607
Lunghezza totale con fodero mm 945
Lunghezza impugnatura mm 130
Lunghezza fodero con puntale mm 812
Leggio aperto mm 220x355