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QUEGLI INCREDIBILI TOURS
di RONALD JOHNSON

Prima di tutto va ricordato che Sousa è stato il direttore della banda della Marina Americana, una delle migliori orchestre di fiati professionistiche americane, che, a cavallo tra il Diciannovesimo e il Ventesimo secolo, era considerata la prima in assoluto, conosciuta e apprezzata non solo negli States ma in tutto il mondo.

Molta gente ascoltava la Sousa Band, che egli fondò successivamente, con la stessa devozione con la quale ascoltava la New York Philarmonic Orchestra. Suonava e componeva sette giorni alla settimana, compresa la domenica quando i suoi compatrioti andavano in chiesa.
Aveva contatto con i migliori compositori americani e, unitamente a Fillmore, Backman e Goldman, fondò l’Associazione Americana dei Direttori di Banda (Bandmaster Association).
La sua figura influenzò molto il mondo musicale americano: la principale biblioteca dell’Illinois conserva tutte le sue opere.

Ho conosciuto un ‘giovin signore’, che oggi ha ottantacinque anni e che era sassofonista nella ‘Sousa Band’, che mi ha confermato la presenza di registrazioni delle composizioni di Sousa perfino nella biblioteca del Congresso Americano (nota del redattore: nel 1987 il Presidente degli USA, Ronald Reagan, decretò ‘Stars and stripes forever’ marcia nazionale).

Quando ho chiesto al ‘giovane’ strumentista la sua opinione sulla figura umana di Sousa mi ha replicato:’He was a gentleman’ (Era un gentiluomo). Si comportava con grande dignità in ogni circostanza.

Dopo tanti successi nel corso della sua lunga e instancabile carriera, Sousa è andato, per qualche decennio, nel dimenticatoio. Infatti, fino al 1965, non esisteva un gran movimento a suo favore.

Poi un maggiore approfondimento delle sue musiche anche attraverso le prime registrazioni effettuate da Jean Bourgeois, che incluse alcune suites nelle esecuzioni della ‘Marine Band’, ha determinato una maggiore attenzione nei confronti del compositore. Lo stile compositivo di questi suoi brani è stato considerato abbastanza avveniristico e quasi precursore di quelli contemporanei.

Oggi la countinuità del Sousa style è rappresentata dall ‘New Sousa Band’ diretta da Keith Brian, un personaggio che iniziò giovanissimo a suonare nello Smithsonian Institute. Parecchie nuove pubblicazioni della musica di Sousa, sono oggi realizzate da Brian. A tale proposito va ricordato che Sousa, nella veste di editore, non amava pubblicare la musica cher aveva scritto ed eseguito perché riteneva che il sound della sua Orchestra era inevitabilmente diverso da quello della Banda che avrebbe riproposto il brano: il suo sound era unico ed egli ne era geloso. Keith Brian pubblica non più di quattro\cinque pezzi di Sousa ogni anno. Va comunque anche considerato che, attualmente, molti giovani esecutori non sanno nemmeno cosa sia la musica di Sousa.

Bisogna prendere atto che Sousa è più famoso fuori dagli Stati Uniti che nella sua patria e che in Giappone, Europa e Hong Kong gode di un maggiore rispetto. Il direttore che, probabilmente, ha mostrato più attenzione nei suoi confronti è stato Fréderic Fènnèll, oggi brillante ottantaseienne, che ha registrato compilations delle sue marce in maniera veramente egregia. Le orchestre sinfoniche a fiato americane, oggigiorno, preferiscono inserire le solite marce di Sousa, quelle che ascoltiamo spesso anche in Italia, all’interno dei repertori moderni. Le marce di Sousa ebbero, in passato, un periodo di gloria per merito di personaggi come Franko Goldmann e Henry Fillmore che dirigevano complessi di loro personale proprietà. Scomparsi questi protagonisti della musica di Sousa, perfino la ‘Goldmann Orchestra’, nel 1996, cambiò nome e stile. Solo il citato Keith Brian mantiene viva questa tradizione che è, al contrario, più solida in Europa e Giappone.