
QUASI UN INNO NAZIONALE
di ANTONIO SARCINA
Era il 6 novembre 1854, quando il "Re delle marce", come lo definivano i suoi contemporanei e lo definiscono, ancora oggi, i suoi posteri, nacque a Washington DC, negli Stati Uniti di America.
La sua fama varcò, molto presto i confini statunitensi sino ad arrivare nel vecchio continente che apprezzò grandemente la briosità e la vivacità delle sue marce da parata e militari. Chi oggi non conosce, se non altro per averle sentite dalle nostre bande militari, le famose marce Stars and stripes forever, Semper fidelis o Washington Post e altre ancora?
Persino il cinema le ha citate in svariati films, come un emblema che rappresenta il modus vivendi americano, quello di un paese sempre vincente, pronto a difendere i valori della democrazia e della libertà. In poche parole queste marce non sono relegate a semplici brani bandistici ma hanno un valore socio culturale che, ancora oggi, è pienamente riconosciuto dal popolo americano.
Sousa non compose solamente marce militari o da parata, ma anche operette, alcune delle quali ebbero discreto successo, canzoni di carattere leggero, musica strumentale. Certamente, le centinaia di marce che scrisse, soprattutto quando era direttore della Banda dei Marines, sono state quelle che lo hanno immortalato. Ancora oggi, tutte le bande americane e non solo quelle militari, eseguono di continuo le sue marce migliori durante i concerti, sovente li chiudono quasi fosse un inno nazionale.
Di particolare interesse, rispetto alle marce di tradizione, è la costruzione del Trio: anziché essere diviso in una parte A e in una parte B senza ripresa di A, così come accade nella nostra consuetudine bandistica, il trio di alcune marce di Sousa è sviluppato in A-B-A, grandioso, con un tema ripreso e rinforzato, a mò di ripieno dorgano, da una orchestrazione piena.
Sousa è stato sempre un punto di riferimento per la cultura bandistica occidentale, non solo americana: pur provenendo da studi violinistici seppe dedicarsi alla banda in modo schietto valorizzando sia la professionalità dei musicisti appartenenti alla Banda dei Marines sia, in seguito, con una propria orchestra di fiati che portò in giro per il mondo la tradizione bandistica, esportando, con questultima, il nuovo modo di fare musica che apparteneva al nuovo continente. Agli inizi del XX secolo gli USA erano un paese assai diversificato e in veloce ascesa dal punto di vista socio-economico. Sousa visse in un periodo felice per lo sviluppo delle attività artistiche: sorgevano molti teatri in cui davano opere e operette di vario genere e carattere che spesso rimanevano in cartellone solamente pochi giorni se non avevano successo; le principali città come New York, Chicago, Detroit brulicavano di artisti di ogni genere, il paese era in continua e veloce crescita, il sogno americano affascinava un po tutti, specie gli europei che venivano attratti dalla facilità di contratti e produzioni. Sousa non ebbe quindi ostacoli alla sua carriera.
Una curiosità: Sousa ebbe, durante la maturità, la possibilità di sentire alcune sue
marce registrate in microsolco. La mitica etichetta La Voce del padrone editò
il primo disco di brani bandistici di Sousa e lo commercializzò. Una nuova, quella
discografica, iniziava a diffondersi in USA e in Europa, dando molte più possibilità sia
agli esecutori che agli autori.
Sousa si congedò dal mondo nel 1932: già, dopo qualche anno, iniziarono le
manifestazioni di commemorazione che si susseguono ancora oggi.